un’opinione estemporanea di un iscritto alla lista gymitaly di yahoo, perennemente anonimo come di solito è chi ci va un po’ pesante. In ogni caso ci sono alcuni punti su cui riflettere, e se volete, da non prendere per oro colato ma da verificare.
i conti post olimpiade
Giusto due parole……
Correva l’anno 2002, Europei di Patrasso.
Già Coppolino veniva, a dire suo e di Maurizio Allievi, quasi in
fotocopia con le dichiarazioni di questi giorni olimpici appena
trascorsi, derubato del podio nonostante un esercizio pressochè
inappuntabile. Tampakos e Csollany (ungherese) davanti sul podio.
E se il buongiorno si vede dal mattino, la storia prosegue, poco
dopo, con i mondiali di Debrecen in Ungheria dove gli “amici”
ungheresi (di Grandi) sono desiderosi di premiare Csollany in
procinto di ritirarsi, e vengono accontentati con la medaglia d’oro
(anelli).
Nel 2004 ci sono le olimpiadi ad Atene, gli “amici” greci di Grandi
con le Olimpiadi in casa desiderano tanto una medaglia.
Il presidente della federginnastica greca anche presidente neo
insediato della UEG, viene in Italia in primavera per un giro di
pubbliche relazioni a salutare gli amici Grandi e Agabio.
Di lì a poco qualcuno si ricorderà di lui.
A Atene la FIG finisce al centro della bufera con lo scandalo
Tampakos che vince l’oro agli anelli e Coppolino escluso
dall’Olimpiade (vi ricordate il “mitico” Yuri, trasformatosi per
l’occasione in giullare degli anelli, che con il dito indicava il
vero vincitore (Jovtchev)), e dato che le ciliege non vengono mai
sole la FIG di Grandi colleziona anche il caso Hamm e il caso Nemov
con la folla che rumoreggia platealmente e minacciosamente nella sede
olimpica di gara contestando le note della giuria.
Per Rogge, presidente del CIO (il comitato olimpico internazionale) è
troppo.
La federginnastica internazionale sta minando l’immagine del
movimento olimpico.
Rogge fa la voce grossa e minaccia addirittura di espellere la
Ginnastica dai Giochi.
Bruno a questo punto non fa l’unica cosa che avrebbe dovuto fare e
cioè dimettersi o perlomeno rinunciare a candidarsi per il succesivo
quadriennio: gli “amici” evidentemente hanno sempre bisogno di lui .
Preso per un orecchio, il federdiscolo a capo della ginnastica
mondiale decide di prendere provvedimenti e questi provvedimenti
agitano invece tutto il mondo della ginnastica.
Parte la crociata che coniuga tolleranza zero con rivoluzione.
Da un lato, nello specifico, individua in alcuni giudici il capro
espiatorio dei fattacci olimpici e dall’altro, in generale, individua
nel codice dei punteggi internazionale (CdP) il padre di tutte le
valutazioni taroccate. I giudici vengono sanzionati e Il codice dei
punteggi viene trasformato radicalmente, con benefici e vantaggi
presenti unicamente nelle fantasie presidenziali.
E per gli atleti un pò birichini, quelli che magari fanno
dichiarazioni antipatiche, prepara la patente internazionale che
verrà rilasciata dalla FIG senza la quale non si può prendere parte
alle competizioni internazionali.
Nella bufera che coinvolge tutto e tutti(quasi), dal CdP agli
atleti,dai giudici agli allenatori una sola categoria resta al di
fuori: quella dei dirigenti che evidentemente, per Grandi, non hanno
alcuna responsabilità politica.
La tolleranza zero intanto fa sentire la sua mano pesante anche
nell’ambito della ritmica che già aveva visto anch’essa la
rivoluzione del codice e la formazione di “pannelli” di giudici alle
strette dipendenze FIG ovvero di Grandi.
Vengono prese misure draconiane nei confronti di vari soggetti che
culminano recentemente con la sospensione mai vista prima di anni
otto (8) per Deriugina, membro tra l’altro della commissione
tecnica internazionale. Quali siano i fatti contestati, nello
specifico, alla malcapitata Deriugina non è dato a sapersi.
L’onda lunga di intolleranza lambisce anche l’italica federginnastica
che chiude in questo quadriennio il forum federale dove le persone
probabilmente comunicavano troppo, scambiandosi troppe informazioni
in grado di rivelare i dietro le quinte della nostrana federfacciata
andando a disturbare i “manovratori” che, si sa, non amano essere
disturbati mentre manovrano.
E siamo a Pechino 2008. Rogge deve intervenire ancora.
Spinto dalle perplessità dell’opinione pubblica chiede alla FIG di
approfondire la questione dell’età di alcune ginnaste cinesi.
Nel frattempo la FIG che con grande solerzia (nei confronti
degli “amici” cinesi) si era già data da fare per dire che per lei
andava tutto bene conferma che i documenti presentati dai cinesi sono
a posto.
Ci sarebbe mancato che non avessero controllato nemmeno i
passaporti !!
La risposta è al limite del ridicolo dato che, come si può
immaginare, se il CIO chiede chiarimenti non è per farsi dire che sui
passaporti le date sono a posto !
Ma andiamo avanti. La nostra ritmica nonostante la presenza del gran
capo Grandi e di Egle Abruzzini,italiana pure lei, non solo non viene
favorita (sic!) ma viene stritolata tra i vasi di ferro degli “amici”
cinesi e degli “amici” russi.
L’ensamble cinese assurge in quattro e quattrotto al rango di potenza
mondiale e i giudici, quelli alle strette dipendenze di Grandi,
chiudono un occhio e forse anche due sui falli commessi dal team
russo.
La misura è colma.
Persino Petrucci, presidente del CONI, l’omologo italiano del CIO, ha
qualcosa da dire.
Sentite cosa dice Petrucci di Grandi :
“……. Ma quando un presidente della federazione internazionale
(Bruno Grandi, ndr), italiano pure lui, dice alle ragazze che
piangono “questa è la legge dello sport”, io gli rispondo che questa
è la legge del “tuo sport”. Com’è possibile che le squadre di casa
siano sempre favorite? Com’è possibile che l’Italia sia abbonata
scientificamente ai quarti posti, com’è possibile che a più riprese
questo mondo viva degli scandali? Lui è contento di com’è governato
il suo sport, io no”
Più chiaro di così !
Da notare che Petrucci, un politico dello sport al massimo livello,
scafato e navigato, non si agita per poco o nulla, questa volta si è
veramente esagerato.
Ma per il nostro Bruno è tutto a posto e quindi eccolo lì pronto a
ricandidarsi per il prossimo quadriennio: gli “amici” continuano ad
avere bisogno di lui.
Tornando allo sport italiano anche il CONI però potrebbe stare più
attento.
Dato che eroga i fondi per la preparazione olimpica e che gli atleti
da medaglia, perlomeno nell’anno olimpico sono patrimonio
dell’Italia, perche non
subordinare i fondi alla preparazione olimpica ad un protocollo di
gestione che prevede, almeno per l’anno olimpico, la prioritÃ
assoluta alle olimpiadi ?
Magari si sarebbe potuto evitare il caso Andrew Howe infortunatosi in
un 200 m. nella coppa europa ad Annecy, (quando aveva già deciso di
optare per il lungo) ed essendo ancora reduce di un incidente
occorsogli in casa. Tralasciamo la questione delle staffette veloci,
maschili e femminili che è più una questione interna FIDAL e di minor
interesse.
Parimenti si sarebbe anche potuto evitare che nella ginnastica atlete
da medaglia pressochè certa, in precarie condizioni fisiche, fossero
lasciate gareggiare sofferenti,in garette di club in giro per
l’Italia, mettendo a repentaglio assieme all’incolumità fisica anche
qualsivoglia prospettiva di medaglie, pregiudicando gravemente
inoltre per il futuro la possibilità di un recupero della
competititvità agonistica di vertice.
Certo non ci si può aspettare che vigilino le singole federazioni,
soprattutto certe federazioni, ma almeno il CONI potrebbe imporre
regole più stringenti per salvaguardare meglio il proprio patrimonio
sportivo.
un saluto
Twist